YOLO Economy

You Only Live Once

Una volontà di cambiamento, un desiderio di rischiare per ampliare i propri orizzonti e costruire un futuro migliore

Se oggi parliamo di YOLO economy lo dobbiamo in gran parte alla pandemia di covid-19. Essa ha ridefinito le priorità nella vita di molte persone e questo si riflette in modo indelebile sul mondo del lavoro.

La definizione “You Only Live Once Economy” è nata in ambito anglosassone per descrivere la tendenza, soprattutto dei giovani millennials, di effettuare cambiamenti drastici nella propria vita professionale.

“YOLO” non è solo un acronimo, reso popolare dal rapper Drake, è uno stile di vita che consiste in una volontà di cambiamento, nel desiderio di rischiare per ampliare i propri orizzonti e costruire un futuro migliore.

Questa ventata di innovazione era stata già annunciata da molti, fra cui Microsoft, che in una propria ricerca di marzo 2021 aveva evidenziato come circa il 40% dei lavoratori a livello globale fosse intenzionato (o l’aveva già fatto al momento del sondaggio) a cambiare lavoro nel corso del 2021. Fra l’altro questo dato aumenta in Italia, dove parrebbe che questa voglia di avventura e rivalsa personale colga quasi il 50% dei giovani del Paese.

Un’analisi sulle aziende neocostituite negli anni 2018-2021 per indagare se la tendenza nata nel mondo anglosassone stia caratterizzando anche il panorama italiano ha messo in evidenza la significativa crescita sia delle start-up innovative (+40% nel 2021 rispetto al 2019) sia delle imprese neocostituite con un solo dipendente (+34% rispetto al 2019).

In particolare, sono le imprese che operano nel mercato digitale e nelle attività di consulenza, ossia i settori più in voga tra i protagonisti della Yolo Economy, a registrare la crescita maggiore tra le neocostituite negli ultimi tre anni.

Nel dettaglio, le imprese neocostituite connesse al mercato digitale vedono non solo una costante crescita nel periodo di osservazione, ma un incremento ancora più robusto nell’ultimo anno (+91% rispetto al 2019). L’incremento è ancora maggiore se consideriamo le imprese con un dipendente (+109%).

Ma qual è il motivo che spinge le persone ad intraprendere un percorso di cambiamento radicale in ambito lavorativo?

Secondo la nostra coworker, Guendalina Guaita, head of brand di Casavo, i motivi sono vari: La voglia di avere a che fare con orari di lavoro decisamente più flessibili; Un desiderio di svolgere la propria professione all’interno di luoghi di lavoro non convenzionali e meno tradizionali; L’intenzione di fare un lavoro che sia maggiormente in linea con le proprie attitudini; La necessità di avere più tempo da dedicare alle proprie passioni.

Guendalina ha notato molti cambiamenti dovuti agli effetti di pandemia e yolo economy nel suo lavoro. Il maggiore è stato il passaggio quasi totale allo Smart working che è rimasto anche dopo la fine dello stato di emergenza. Questo, secondo lei, è positivo da molti punti di vista, tuttavia, non bisogna ignorare l’importanza del contatto umano al fine di stabilire rapporti, anche al di fuori del lavoro.

Francesca Pastò, studentessa triennale di business administration and management, ci spiega invece che, per chi deve ancora affacciarsi al mondo del lavoro, la pandemia ha reso palese come la sicurezza e stabilità possano venire a mancare inaspettatamente e in modo rapido. Questa consapevolezza ridimensiona le aspettative di un “lavoro sicuro e per tutta la vita” che anni fa è stato il mantra di un gran numero di giovani italiani. Adesso è diverso, i giovani cercano un lavoro che li appaghi e che sia conciliabile con lo stile di vita che vogliono vivere e sono consapevoli che questo potrebbe voler dire cambiare lavoro più volte e dover sapersi riadattare.

In conclusione, sia Guendalina che Francesca ritengono che questo nuovo tipo di economia del lavoro porterà alla formazione di professionisti di qualità  che creeranno grande ricchezza ed innovazione.

E i giovani intanto continuano a pensare “you only live once”. 







Autori dell’articolo: Vittorio Vantaggiato

Con il contributo di: