Metaverso: il futuro sta arrivando?

Tra opportunità e rischi, sta nascendo il web 3.0. Cosa ci aspetta davvero?

 
 

Il metaverso è diventato noto al grande pubblico quando, lo scorso ottobre, Mark Zuckerberg ha svelato il progetto Horizon Worlds in occasione del cambio di nome di Facebook in Meta.

A quello di Meta sono seguiti diversi annunci delle big tech, tra i quali la creazione del Metaverse standards forumun luogo nel quale le principali organizzazioni attive in questo campo collaboreranno “per promuovere la standardizzazione pragmatica e tempestiva che sarà essenziale per un Metaverso aperto e inclusivo”.

 

Date le vastissime possibilità di applicazione di questa nuova tecnologia numerose aziende di tutti i settori hanno annunciato progetti per consolidare la propria posizione nel metaverso, dal fashion alla formazione, dal food&beverage al turismo sintetico, tale comportamento denota chiaramente una situazione di FOMO (Fear Of Missing Out) che non è che un’altra prova del gran potenziale del web 3.0.

 

Dall’intervista conYeSeul Kim (una leader aziendale orientato all'esecuzione diventata narratrice, produttrice esecutiva e conduttrice della serie di podcast Serendipity Stories, nonché co-fondatrice del progetto di fotogiornalismo Gente di Treviso) sono emersi degli spunti molto interessanti.

Autodefinitasi Meta-curious, YeSeul conferma quanto detto prima affermando che nonostante al giorno d’oggi il gaming sia l’aspetto dominante del metaverso, esso in futuro si espanderà a tutti i settori. Questo, tuttavia, richiede che vengano create delle regolamentazioni che al momento non vi sono e ciò porta alle preoccupazioni connesse all’espansione di questa tecnologia, che secondo YeSeul sono principalmente tre.

Innanzitutto è ormai diffusa la convinzione che questo nuovo mondo non debba essere lasciato alla deregolamentazione e dunque al dominio delle grandi multinazionali, come è successo per il Web2.0. Nella lentezza dell’adeguamento giuridico e normativo da parte degli organismi internazionali rispetto alla velocità con cui “i padroni del mondo” progettano il nostro futuro, si annidano i profitti maggiori raccolti dal top 1%. Basti pensare all’iniqua distribuzione dei Bitcoin, principale valuta virtuale insieme a Ethereum per creare Non Fungible Token utilizzabili nel metaverso: i primi 10.000 possessori (lo 0,01%) detengono il 26% dei Bitcoin totali circolanti.

Questo ci collega alla seconda preoccupazione, il rischio che non sia inclusivo e che per accedervi servano più fondi di quanti ne servono oggi per accedere al web 2.0

Il terzo rischio è che i pregiudizi dei creatori si riflettano nel metaverso, generando iniquità e problematiche che è altamente inopportuno siano presenti soprattutto in una fase così embrionale, con il rischio di diventare radicati.

Ma cos’è esattamente il metaverso? Quali sono le sue potenzialità e le sue differenze rispetto al web 2.0?

Scopriamolo assieme il 22 settembre durante la serata di presentazione che si terrà presso la nostra sede. Ingresso gratuito, biglietti disponibili QUI.


Autore dell’articolo: Vittorio Vantaggiato

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