DONNE E LAVORO

Donne e lavoro è un tema che va al di là delle questioni di genere, al di là della disuguaglianza, che apre un versante nello sviluppo sociale economico.

Le donne hanno in media più difficoltà a trovare un lavoro, percepiscono salari più bassi e faticano ad accedere a posizioni di potere. I fattori che alimentano il divario sono numerosi. Il principale è la tendenza a far ricadere sulla donna, molto più che sull’uomo, le responsabilità di cura nei confronti di figli o parenti anziani.

Il concetto viene espresso in modo chiaro dalla professoressa Padoan dell’Università Ca’ Foscari:

“Il lavoro non è una cosa che noi facciamo, è una cosa che noi siamo”

Questo significa che il lavoro deve essere correlato strettamente al potenziale della persona uomo o donna che sia.

Le donne sono sempre state penalizzate in ambito lavorativo a qualsiasi livello sia d’impiego sia di carriera. Molte donne sono state bloccate dalla cultura patriarcale ma non solo, anche dai movimenti socioculturali che non sono stati in grado di capire che il potenziamento femminile è un contributo all’evoluzione della società e all’economia.

Questo è comune in tutte le professioni perché manca una struttura culturale adeguata. Un esempio ci viene dato proprio dalle nostre università dove si registra un numero di relatori fortemente maggiore rispetto a quello delle relatrici.

Quello di cui si ha bisogno è una cultura interdisciplinare cioè un approccio che getti ponti tra i diversi campi disciplinari e aree del sapere, l’università è ancora troppo disciplinarista.

Inoltre, la figura femminile è ancora legata a stereotipi che non consentono una piena realizzazione professionale. Tendono ad assumere connotazioni maschili per far valere la loro presenza o non aspirano a posizioni più elevate come possiamo osservare nella seguente tabella (Fonte: dati Eurostat)

In Italia le donne che occupano posizioni manageriali senior sono passate dal 29% del 2020 al 31% del 2021, ma restano sempre sotto la media europea del 36%.

Ricerche scientifiche dimostrano come la diversificazione di genere nei vari ambienti lavorativi porti maggiori performance e maggiore creatività all’azienda. Ma l’obbiettivo non è quello di competere con il genere maschile, bensì di potenziare quello femminile.

La situazione lavorativa delle donne si è aggravata negli ultimi anni a causa dell’epidemia di Covid-19 che ha costretto le persone all’isolamento domiciliare: la necessità di prendersi cura della famiglia e il venir meno delle reti di sostegno hanno impattato sulla vita delle donne e acuito la differenza fra uomo-donna rispetto alla distribuzione dei lavori domestici. Secondo lo studio condotto da BCG, il lavoro domestico, quindi di cura e gestione delle incombenze familiari, grava sulle donne due volte in più rispetto agli uomini. Ciò rende più difficile per le donne riuscire a conciliare vita privata e vita lavorativa e le costringe spesso a dover scegliere tra lavoro e famiglia.

Al fine di promuovere l’occupabilità femminile e l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, sono state messe in campo delle azioni concrete da parte del Governo affinché le aziende siano incentivate all’assunzione di donne di qualunque età (Legge 92/2012) con conseguente aumento delle assunzioni mentre sul fronte dell'imprenditoria femminile, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha sostenuto la campagna istituzionale "Riparti da te! Bella impresa essere donna" per aiutare le piccole imprese ad aver accesso ai microcrediti. Con l’ultima Legge di Bilancio, inoltre, sono stati approvati incentivi per l’assunzione di giovani e donne, è stato istituito il Fondo per il sostegno della parità salariale di genere e il Fondo a sostegno dell'impresa femminile finalizzato a promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile per massimizzare il contributo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.

La soluzione sarebbe sviluppare un piano d’azione per la parità di genere nel mondo del lavoro e per la giustizia sociale, mettendo in atto politiche a sostegno dell’uguaglianza sociale. Questa tematica è così importante da essere stata inserita negli Obiettivi cardine dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Cercare di eliminare questa disuguaglianza rappresenta non solo un imperativo morale ma anche un’importante opportunità per promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

ProgettoỊei

La professoressa Caputo dell’Università Ca’ Foscari promuove l’iniziativa “progettoLEI” Leadership, Energia, Imprenditorialità. Si occupa di favorire l'occupabilità delle giovani donne e rafforzare il ruolo sociale ed economico di queste nel mondo del lavoro. Quest progetto nasce alla fine del 2017 come parte delle attività del Career Service universitario con l’obiettivo di sviluppare le competenze di leadership, la cultura d’impresa, per sostenere le passioni, i talenti e le aspirazioni delle donne.

Vengono offerte svariate attività una delle quali ha registrato particolare successo: il Talk, durante il quale vengono ospitate donne con un percorso di carriera importante che vengono viste come fonte di ispirazione. Questo è di grande aiuto per le ragazze che trovano così il coraggio di lavorare alle proprie idee.

 Il progetto LEI non è dedicato solamente a studentesse universitarie ma si comincia già dalle scuole superiori arrivando anche a creare progetti per donne disoccupate. Questo per interagire con più fasce d’età possibili e per far capire che chiunque può cominciare un nuovo percorso.

Inoltre, un’altra iniziativa è quella di individuare aree professionali nelle quali la presenza femminile è meno forte e alle quali vengono destinate borse di studio.

È grazie ad idee come questa che c’è ancora speranza per un cambiamento.

Per chi volesse approfondire i contenuti proposti può riascoltare gli interventi delle nostre ospiti durante l’incontro del 7 aprile può riascoltarlo qui (link instagram)


Autore dell’articolo: Irene Buso

Con il contributo di:

  • IVANA PADOAN - Prof.ssa Ca’ Foscari e direttrice Master in Gender Studies and Social Change.

  • SARA BONESSO - Prof.ssa Ca’ Foscari e membro del Competency Centre.

  • IMMA CAPUTO - Progetto Lei Ca' Foscari.

  • ELISABETH RAINER SORENTINO - Consulente Marketing & Comunicazione del turismo e fondatrice di My B mood

  • ANNAMARIA GABRIELLI - Senior Event Manager

  • CARLOTTA VAZZOLER - Senior Business Consultant


Fonti: